Archivio | maggio, 2013

Let it Snow, con Spongebob!

Questa mattina, mentre guardavo i fiocchi di neve cadere e rendere tutto bianco, non ho potuto non pensare ad una canzoncina molto, molto famosa, e molto natalizia: Let it Snow. Una canzone che hanno cantato in tanti, da Dean Martin a Frank Sinatra, e che si addice nel modo più assoluto a questa giornata prenatalizia.

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Gli italiani e l’inglese: che strano rapporto!

I risultati di un sondaggio condotto da un noto gruppo che offre corsi di inglese a distanza rivelano che il 60% degli italiani ritiene di avere una conoscenza dell’inglese scarsa o appena sufficiente, che il 67% è impacciato nel parlarlo e che l’80% desidera impararlo. Continua a leggere

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Imparare l’inglese fin dall’asilo nido, l’esperienza di una mamma

Oggi post a tema poco natalizio ma ugualmente molto interessante. Pubblico un breve racconto-testimonianza di Rachele, un’amica, che ha scelto di mandare la bimba ad un asilo nido (e poi ad una scuola materna) inglese. Una scelta un po’ per caso, un po’ pensata. Ecco la sua storia e le sue riflessioni.
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Posted in Bimbi 6 mesi - 2 anni, Esperienze di mamme, In Evidenza, Inglese all'asilo e alla scuola materna, Novità, Tema del Mese1 Commento

Merry (or Happy) Christmas, in different languages

Siamo ormai nel pieno dell’atmosfera natalizia. Le nostre città sono addobbate a festa: festoni, alberi e luminarie colorano le vie e rallegrano tutti noi. E’ facile già sentirsi dire – o sentir dire – ” Buon Natale!” ” Auguri!”…. Continua a leggere

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A Christmas Carol

È la vigilia di Natale e il vecchio, misero e avarissimo Scrooge concede, in modo molto riluttante, la giornata successiva libera al proprio impiegato: il Natale non è altro che un giorno rubato al lavoro secondo questo calcolatore, una follia per sciocchi che non capiscono le cose che contano. Per le stesse ragioni, Scrooge caccia via in mal modo i gentiluomini venuti a chiedergli un contributo per le opere di carità e tratta molto male persino il cordiale nipote Fred che, sapendolo solo, è venuto a invitarlo a cena a casa propria.

La sera della vigilia di Natale lo spirito del suo defunto socio Marley viene a trovarlo, raccontandogli che la sua vita ultraterrena non è affatto piacevole, a causa della sua condotta quando era vivo, che è simile a quella di Scrooge.
Quella di Marley non è certo una apparizione tragica come quella del fantasma del padre di Amleto, ma assolve pienamente il proprio compito: annunciare i tre spiriti successivi che si presenteranno uno dopo l’altro, che invece colpiranno profondamente Scrooge, mostrandogli tutto quello che ha perso in vita, tutto quello che ha amato e lasciato andare.

Il primo spirito, quello dei Natali passati, fa rivivere a Scrooge momenti importanti del suo passato: le sofferenze di quando era bambino, che hanno determinato la sua durezza e l’errore della sua vita, ovvero l’aver permesso che la sua promessa sposa lo lasciasse a causa del già manifesto ed eccessivo attaccamento al denaro.

Il secondo spirito, quello dei Natali presenti, mostra a Scrooge come gli altri siano felici, pur nella povertà e festeggino i Natali in compagnia. Scrooge mostra i primi segni di pentimento.

Il terzo spirito, quello dei Natali che devono ancora venire, mostra a Scrooge alcune scene del suo funerale e la morte del piccolo Tim, figlio di Tom, il commesso di Scrooge. Scrooge, scosso e sinceramente impietosito, capisce che se non cambierà il suo modo di agire il futuro che lo spirito gli ha mostrato si realizzerà, se invece inizierà a comportarsi rettamente, il suo futuro cambierà, e il piccolo Tim non morirà.

Da questo momento Scrooge sorriderà alle persone, concederà un aumento a Bob e aiuterà chi ha bisogno.

Un piccolo capolavoro, tra le cui pagine è racchiusa la magia del giorno di Natale, la gioia del dare anziché del ricevere e, dunque, della condivisione.
È un racconto che Charls Dickens ha scritto nel 1848, la cui attualità è però spaventosa: avarizia, aridità, egoismo, sono temi che nel 2010 ben conosciamo.

Canto di Natale appartiene al ciclo di racconti intitolato Libri di Natale che Dickens compose in occasione delle feste natalizie. I racconti, destinati ad uscire annualmente, sono: Le Campane, Il Grillo del focolare, La lotta per la vita, Lo Stregato e, naturalmente, il più famoso di tutti, Canto di Natale o Cantico di Natale,

Se non avete mai letto A Christmas Carol potete colmare questa lacuna con l’aiuto dell’applicazione omonima.  L’edizione presentata in questa applicazione contiene le illustrazioni originali realizzate da John Leech per la prima edizione inglese del romanzo.
Il software per la fruizione dell’ebook consente la navigazione a partire dall’indice, la ricerca nel testo e la modifica della dimensione dei caratteri.
L’applicazione costa 1,59 € ed è compatibile con iPhone, iPod touch e iPad. Richiede iOS 2.0 o successive.
Vai all’App su iTunes.

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Vorrei avere un animo creativo…

Adoro andare al corso di inglese: intendo proprio io mamma, non solo nano. Certamente lui si diverte un mondo. Sin dalla mattina gli dico che andremo all’inglese e lui resta con quel pensiero, con quell’attesa per tutto il giorno e quando entriamo al Learning Center inizia a scatenarsi per la felicità. Continua a leggere

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Il suo primo diploma!

Un paio di settimane fa, presso il nostro LC di San Marino, durante la lezione d’inglese ha avuto luogo un piccolo ma molto importante evento: la cerimonia per la consegna dei diplomi!

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Rudolph, la renna dal naso rosso

Rudolph è un personaggio molto popolare nella “cultura natalizia” dei Paesi di lingua inglese, soprattutto negli Stati Uniti, dove è stato creato. Per me è un’assoluta novità, mentre mio figlio conosce benissimo la storia perché (ho appena scoperto) gli è stata raccontata sia alla scuola materna sia dall’insegnante di inglese alle elementari. In effetti, la storia di Rudolph la renna dal naso rosso è molto bella.

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Il bastoncino di zucchero

A Natale un dolciume che in Italia non ha propriamente una larga diffusione, ma che negli USA spopola è il bastoncino di zucchero. Alzi la mano chi non l’ha mai visto in uno dei tanti film americani!
I primi esempi di utilizzo dei bastoncini di zucchero per festeggiare il Natale sono documentati intorno all’anno 1850, quando un emigrato di origini tedesche-svedesi di nome August Imgard appese un bastoncino di zucchero su un albero di Natale. Le cartoline di Natale dei decenni successivi iniziarono a mostrare alberi di Natale addobbati con bastoncini di zucchero.
La prima ditta a produrre i bastoncini di zucchero fu la Bobs Candies di Bob McCormack negli anni venti del XX secolo, ma la produzione industriale iniziò soltanto negli anni cinquanta grazie alle innovazioni tecnologiche.

Così festaiolo, colorato e allettante, questo dolce ha in realtà un simbolismo ben preciso: vediamolo insieme.

  • Il caramello, che è la base del dolce rappresenterebbe la solidità della figura di Gesù come persona e divinità, una solida roccia su cui è ancorata la vita dei fedeli.
  • La forma di “J” sta per Jesus (Gesù in inglese); oppure rappresenta la forma di un bastone da pastore, perchè Gesù è il nostro pastore (la pastorella delle rappresentazioni americane ne porta uno sempre appresso).
  • Il colore bianco sta a rappresentare la purezza di Gesù.
  • Le strisce rosse grandi rappresentano il sangue versato da Cristo per i peccati del mondo.
  • Le strisce rosse sottili rappresentano le strisce lasciate dalle frustate che Gesù ricevette dai soldati romani dietro ordine di Ponzio Pilato.
  • Il sapore di menta piperita ricorda il sapore dell’issopo, pianta aromatica usata nel Vecchio Testamento per purificare e rappresenta Gesù come agnello di Dio che si sacrificò per i peccati del mondo.

Questo dolce è, insomma, carico di significati legati alla tradizione natalizia e con tutta una serie di riferimenti che ne fanno un dolce  fortemente legato alla cultura cristiana.

Vai alla ricetta dei bastoncini di zucchero.

Foto: Natale e Natale

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Il robot che parla inglese

Qualche ideuzza per i regali di Natale? Se provate ad ignorare la richiesta scritta personalmente sulla letterina destinata a Babbo Natale del quinto mostro fantascientifico, della terza bambolina trash o della consolle di ultima generazione dal costo esorbitante, potreste optare per un robot che parla solo inglese. 

Scopro della sua esistenza curiosando su internet.

Si chiama Alphie e ha una vita estremamente interattiva qui sulla Terra: parla, gioca con i bambini, fa domande e stimola i bambini a ricordare colori, forme di animali, lettere dell’alfabeto e molto altro. Tutto rigorosamente in inglese.

L’idea è carina e mi ricorda un post scritto un po’ di tempo fa, all’inizio della nostra avventura con l’inglese precoce. Raccontavo che i giochini elettronici in uso al nano (pochini per la verità) avevano sempre l’opzione inglese e che da quando aveva iniziato a  frequentare il corso, nano giocava in inglese anche con questi dispositivi.

E’ ancora così: la fattoria parlante in inglese, il telefonino che dice Pronto oppure Hello e via dicendo. Natale può essere un’ottima occasione per mettere sotto l’albero qualche gioco bilingue. Comprerei anche io questo robot Alphie se nano non mi avesse chiesto un camion dei pompieri con luci e sirena…

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