Gatto, miao-miao, micio e adesso anche cat. Immagino che turbinio di informazioni ci sia nel cervello del mio piccolino in questo periodo. Mai prima d’ora mi accorgo di quanto stia lavorando per apprendere e quanto rapidamente ci riesca, apparentemente senza sforzo alcuno.

Improvvisamente guarda la pagina di un libro che raffigura una decina di oggetti e li elenca uno ad uno, ricordando parole che solo fino al giorno prima sembravano essere fuori dalla sua portata. Mancano ancora un paio di settimane alla ripresa degli incontri per il Centro Helen Doron e nel frattempo, giusto per riabituare un po’ l’orecchio, abbiamo ripreso con l’ascolto del cd rom.

La sfida è interessante: ancora oggi, dopo settimane di vacanza dall’inglese, se gli chiedo “where is circle?”, lui capisce la domanda e indica la forma giusta, ma il passo che ci apprestiamo a compiere questo autunno è quello di ascoltare le parole in inglese e poi memorizzarle e pronunciarle. 

Ed eccoci arrivati al micio, ma-mao, gatto e cat: quattro modi per indicare quel simpatico pelosissimo animaletto raffigurato in uno dei suoi libi preferiti.

Se gli chiedo “where is cat?” lui indica il gatto, ma se li chiedo di dire “cat”, mi guarda perplesso.

La prima sfida che ci aspetta è dunque questa.