Oggi voglio parlarvi di stimoli precoci sui bambini. Sono stata a una due giorni formativa organizzata da Nati Per Leggere, un progetto sposato da pediatri e bibliotecari e finalizzato a promuovere la lettura ad alta voce tra i bambini da sei mesi a sei anni.

L’obiettivo è molteplice: stimolare la curiosità, migliorare la padronanza del linguaggio e della capacità di comprensione delle lettere, stimolare l’amore per i libri, migliorare la literacy.

Un termine che tradotto grossolanamente significa alfabetizzazione ma che in realtà è molto di più: è quella abilità che comprende anche la capacità di compilare un modulo o di leggere una comunicazione senza  dover dipendere da nessuno.

In aula hanno ribadito che tra gli zero e i tre anni i neuroni del bambino si infittiscono in una complicata rete di sinapsi che poi, a tre anni inizia a sfoltirsi lasciando intatto lo scheletro neuronale che rimarrà tutta la vita e ciò che gli è stato impresso fino a quel momento. Tradotto vuol dire che tutte le attività che i bambini fanno in quel lasso di tempo e tutti gli stimoli che ricevono in questo triennio davvero fondamentale rappresenteranno le fondamenta sulle quali si costruiranno tutte le future abilità cognitive, di memoria e di linguaggio.

Straordinario davvero. Se si pensa che la maggior parte delle persone di fronte alla proposta di leggere un libricino a un bambino di un anno risponde “ma non sa leggere” e di fronte alla sola idea che un bambino così’ piccolo frequenti un corso di lingua inglese risponde “ma non parla nemmeno l’italiano”.

Tornerò su questo argomento che molto mi affascina anche perché leggevo che gli investimenti che vengono fatti sul capitale umano vengono ampiamente ripagati sul piano dello sviluppo economico e sociale su medio e lungo periodo. Un motivo in più per offrire ai bambini gli stimoli giusti.