Vi dicevo qualche tempo fa della difficoltà nel fare una vera e propria lezione per i piccoli monelli di due anni o poco più. La situazione era diventata talmente seccante che il più tranquillo dei tre allievi è stato sposato in un’altra classe così da poter seguire l’insegnante con maggiore attenzione.

I due rimasti (il mio nano e un coetaneo) se la intendono alla grande: corrono, si accapigliano, gridano e giocano, ballano e non riescono a mantenere la concentrazione sulla stessa attività per più di cinque minuti.

Devo fare un applauso a Simona, la nostra insegnante, per essersi impegnata a venire a capo della situazione e per essere riuscita a stabilire un canale di comunicazione più adatto per questi due bambini. La scorsa lezione è stata una lezione molto più tarata sulle loro particolari caratteristiche, senza nulla togliere, secondo me all’apprendimento.

Simona ha preferito mettere su più canzoncine da ballare, ha saltato e giocato con i due, e ha intervallato queste attività dinamiche con brevi pause dedicate alle flash cards e ai giochi più statici, che a quel punto i due hanno accolto ben più volentieri.

Alla fine ce ne siamo andati tutti decisamente soddisfatti, forse un po’ più stanchi sul piano fisico, ma certamente con una maggiore consapevolezza che ogni bambino è fatto a modo suo e che le modalità di insegnamento a questa età vanno anche modulate in base alle caratteristiche e alle capacitò di ognuno.