Ho trovato un post molto bello ed interessante sul Blog di Bilingue per Gioco, dedicato alla possibilità di fare imparare ai bambini una seconda lingua, fin dalla loro più tenera età, con l’aiuto delle Tate, che nella quasi totalità dei casi non sono madrelingua italiane, ma piuttosto spagnole, russe, filippine (e quindi parlano benissimo l’inglese).

Nel post Perché la tata non vuole parlare la sua lingua col mio bimbo?, Bilingue per Gioco riporta l’esperienza di Silvia, che ha chiesto alla sua Tata Sudamericana di parlare al bimbo in spagnolo, senza però riuscirci. La Tata, pur essendo madrelingua spagnola e avendo molta più dimestichezza con lo spagnolo che con l’italiano, continua a parlare al bimbo in italiano.

Molte mamme desiderano che la persona alla quale affidano i propri bimbi parli l’italiano, e scartano tutte coloro che non assolvono a questo pre-requisito fondamentale: molte meno madri, per la verità, si preoccupano di “sfruttare” (perdonatemi il termine, davvero brutto!) la grande ricchezza data dalle capacità linguistiche alternative delle persone che si prendono cura dei propri pargoli, soprattutto quando questi ultimi sono davvero piccoli.

Uno dei punti salienti nella discussione avviata da questo post riguarda proprio la connessione tra la propria lingua madre e l’universo simbolico ed affettivo che la lingua rispecchia: forse, quando chiediamo ad una Tata di parlare nella propria lingua ai nostri bimbi, le chiediamo di compiere davvero un bello sforzo!

Emergono però anche esperienze di Tate che parlano con i bimbi in russo, o in spagnolo. Guardate, a volte, con commiserazione dalle altre madri: povero bambino, una Tata e neppure parla l’italiano!

E voi, avete qualche esperienza con le Tate bilingue? Ce la raccontate?

Foto: Forumnet