“Ho iscritto mia figlia alla scuola d’inglese Helen Doron di Modena la prima volta circa 9 anni fa, su suggerimento di mia cognata e supportata dall’esperienza positiva di mio nipote. Era il 2011 Lisa aveva 3 anni e io la accompagnavo una volta alla settimana. Possiamo dire che abbiamo frequentato insieme. Partecipavo come tutti i genitori di bambini così piccoli alla lezione”.

Nel racconto di Giulia Merighi c’è tutto l’entusiasmo per un percorso che da anni oramai fa parte delle vite della sua famiglia.

Nel frattempo, le bambine sono diventate due (Lisa 12 anni e Laura 9 anni) ma la scuola d’inglese è un appuntamento settimanale a cui le sue figlie non vogliono rinunciare.

“In tutti questi anni l’entusiasmo non è mai scemato. Anzi. Anche durante il lock down dello scorso anno, il corso d’inglese è stato una preziosa risorsa non solo per l’apprendimento della lingua inglese ma anche per mantenere i contatti con un gruppo e un ambiente che le mie bambine amano e trovano positivo e accogliente”.

Come mai ha scelto di far frequentare un corso di inglese alle sue figlie?

“L’esperienza positiva con il centro Helen Doron che abbiamo in famiglia ma soprattutto il fatto che non volessi che per le mie bambine l’inglese costituisse un tabù.

Io ho potuto studiare inglese solo alle superiori, alle medie ho fatto francese. Le mie difficoltà sono soprattutto fonetiche. In italiano alcuni suoni proprio non li abbiamo.

E oggi ascoltare la pronuncia delle mie bambine è una grande soddisfazione.

Mi ripaga (e ci ripaga – considerando che la scuola d’inglese è un’attività extra a carico della nostra famiglia) di tutti i sacrifici. Perché la scuola ha un costo ma li vale tutti”.

Quando ha frequentato i primi corsi rivolti ai bambini entro i 3 anni quale era il suo ruolo?

“Noi genitori siamo dei supporti per il piccolo. Interagiamo ma il ruolo principale è dell’insegnante che conduce i giochi e conquista i bambini con la sua creatività.

È molto bello che questo rapporto di indipendenza e partecipazione cresca e maturi con il bambino.

Oggi io le porto e le vado a prendere. Il corso d’inglese è un’attività solo delle mie bambine.

Mi è servito per migliorare la pronuncia e comprendere quanto il metodo Helen Doron si presenti in maniera accattivante, quanto sia in grado di stimolare la gioia nei nostri figli”.

La pandemia come ha cambiato le lezioni delle sue bambine?

“Il Covid è stato gestito dal centro in assoluta sicurezza. Lo scorso anno non abbiamo mai avuto nessuna sospensione delle attività e tutto ha funzionato perfettamente anche a distanza.

Non abbiamo avuto mai nessun problema con i device. Per le bambine è sempre stato bello avere un impegno settimanale. In un mondo che improvvisamente cambiava il corso d’inglese ha restituito la normalità.

Quest’anno, da settembre le bambine stanno frequentando in presenza e in sicurezza.

I gruppi di bambini sono formati da massimo sei componenti. Non c’è stato nessun caso di contagio. E soprattutto da parte di Lisa e Laura è costante l’entusiasmo e la voglia di andare al loro corso d’inglese”.

Come valuta i risultati nel corso di questi anni?

“Quello che mi ha reso contenta della nostra scelta, è che le mie figlie non hanno nessun problema con l’inglese.

A scuola (frequentano una la primaria l’altra la secondaria di primo grado) per entrambe, anche cambiando insegnanti c’è il riconoscimento di una competenza.

Nella nostra famiglia viaggiamo spesso. I laboratori delle festività anglosassoni hanno permesso alle bambine ad approcciarsi con entusiasmo alle culture diverse.

Due anni fa, l’ultimo viaggio all’estero in Canada, Lisa parlava con la guida. Interagiva con le persone. Per me e mio marito questa è la soddisfazione più grande.

Iscrivendole alla scuola Helend Doron credo di avere dato una grande opportunità alle mie figlie.

Quest’anno poi sono state introdotte le valutazioni Cambridge e le bambine ora si stanno preparando per gli esami”.

A casa come praticate la lingua inglese?

“Tendenzialmente siamo due genitori che non amano troppo far vedere la tv o far passare i pomeriggi davanti al tablet.

Sulle nostre figlie abbiamo rilevato che la sovraesposizione a questi media le agita.

Preferiamo ascoltare musica in inglese in macchina e guardare due-tre volte alla settimana qualche cartone in lingua”.

Nota delle differenze nelle competenze delle bambine?

“Sicuramente Laura (la più piccola) ha una pronuncia ancora più buona di Lisa. Lei infatti ha cominciato prima e non ha mai sospeso i corsi. Alla sua nascita infatti avevamo sospeso a malincuore per un anno il corso di Lisa visto che non riuscivamo ad organizzarci per portarcela.

Entrambe hanno un orecchio molto sviluppato. Riconoscono i vari accenti e li distinguono (inglese o americano).

Inoltre avere due figlie nella stessa scuola mi ha fatto capire la qualità delle insegnanti. Pur cambiandole e avendone di diverse l’approccio rimane sempre rivolto all’eccellenza”.

NdR Ringraziamo Giulia Merighi e tutta la sua famiglia per aver condiviso con tutti noi la loro esperienza e alcune foto di momenti speciali.