“Topo, domani inizi il corso di inglese!”
“Nooooooo mammaaaaaa il corso di inglese noooooooo”
Figuriamoci. Mio figlio è uno che a prescindere dice no. Se poi si immagina di finire a fare un’altra ora di lezione come a scuola…

“Ma scusa, cosa ne sai che non ti piace?”
“Sarà noioso come a scuola”
Ti aspetto al varco, piccoletto.

Infatti arriviamo puntuali al Learning Center e la maestra sta raccogliendo i bimbi per entrare in aula. Parla solo in inglese, ma nessuno tra gli “studenti” fa una piega. L’aula è colorata, senza mobili o sedie ma con un morbido tappeto multicolor e un registratore. La porta si chiude. Dall’interno, sento che la maestra si presenta, e chiede ai bambini di presentarsi a loro volta con il proprio nome, per accogliere il nuovo arrivato: in inglese, ovviamente! Sorrido e mi chiedo cosa mai dirà mio figlio .

Passo metà della lezione ad origliare: canzoni, giochi, bimbi che ridono e corrono per l’aula. Mi allontano, sorridendo sotto i baffi (metaforici!). E infatti…

Infatti, all’uscita, mio figlio arriva tutto contento con in mano uno zainetto verde. “E’ mio!!!” esclama “Guarda mamma, qui bisogna scrivere il mio nome!”. Mi sembra di rivederlo al primo giorno di scuola: dentro lo zainetto, alcuni libri e una tasca con molti CD.

Saliamo in macchina.
“Mettiamo un CD dello zainetto? Il due!”
Ammazza, quanto durerà questo entusiasmo?
Complice il traffico dell’ora di punta, ascoltiamo tutto il CD, canticchiando: Floor, carpet, ceiling, nose, toe… Ma come fa a sapere già tutte queste parole?
All’arrivo a casa, chicca finale: “Mamma il CD, non te lo dimenticare in macchina!”

Lo guardo stupita: credo che solo per la colonna sonora di Guerre Stellari abbia manifestato un tale attaccamento.

Attraversiamo la strada, lui con il suo zainetto in mano, e sono davvero curiosa di sapere cosa c’è dentro e come funziona.