I piccolissimi che frequentano i corsi Baby Best Start sono accompagnati dai genitori. Questo non soltanto per garantire una buona dose di serenità al bambino, ma anche perché il metodo Helen Doron non ha come unica finalità quella di insegnare un inglese precoce, ma anche di farlo attraverso  il ballo, le musiche, i giochi e altre divertenti attività che vanno vissute con il genitore.

 I genitori sono coinvolti in prima persona e giocano un ruolo determinante per coinvolgere il bambino e favorire il suo apprendimento.

Simona mi raccontava che, mesi fa, un bambino di sedici mesi veniva accompagnato dal padre che non partecipava affatto alla lezione e si mostrava scettico su tutta la linea.

In realtà a spingere affinché il bambino frequentasse il corso era stata la nonna, insegnante di inglese, che con fare autoritario impartiva ordini al bambino in inglese. L’esperienza è durata per poche lezioni, poi la coppia papà/figlio è sparita e non è più tornata. Esperimento fallito.

Quello che mi ha colpito sin dalla mia prima lezione, invece, è stata proprio l’opportunità che questa esperienza mi ha offerto  di vivere dei momenti assolutamente preziosi e irripetibili insieme a mio figlio.

Quando arriviamo al Learning Center, il nano immagina che lo lasci lì – praticamente come faccio ogni mattina al nido – e tende le braccia, fa i capricci, piangiucchia. Invece il semplice fatto di restare con lui, a piedi scalzi, e di poter ballare, cantare e giocare in inglese rende questi momenti speciali.

A prescindere da quanto oggi sappia comprendere l’inglese o da quanto saprà farlo in futuro.