L’ insegnante, questa sconosciuta!

Dall’asilo nido in poi, passando per le scuole fino all’università, i nostri figli si troveranno sempre ad interagire con degli educatori; alcuni bravi, altri meno; alcuni dolci ed accoglienti, altri severi ma formativi…

Ma qual è la formula giusta che porta alla reazione chimica dell’apprendimento?

Il corso di lingua inglese che  seguo con Andrea mi ha permesso di fare alcune riflessioni… Innanzitutto qui la comunicazione verbale non è il mezzo attraverso cui imparare ma è l’oggetto dell’apprendimento… Complicazione in più! Il mio piccolino deve riuscire ad effettuare una associazione non così banale, a pensarci: che esistono persone che comunicano utilizzando suoni diversi ed incomprensibili…  Ma anche che tali suoni via via potranno essere decifrati associandoli ad oggetti e situazioni conosciute

Proprio per questo motivo mi accorgo di quanto siano importanti la dolcezza di Catia e  la sua capacità di entrare in contatto  con i bambini, per cogliere la disponibilità emotiva del gruppo e di cambiare la rotta della lezione virando a seconda delle  situazioni che si presentano…

Osservarla mi fa capire quanto l’apprendere passi attraverso una connotazione affettiva delle situazioni di apprendimento, di quanto sia importante coinvolgere i bambini catturandone l’attenzione e sorprendendoli continuamente…  

Ecco, forse è proprio questo l’elemento segreto che scatena la reazione chimica: la sensibilità e l’empatia, unite alla preparazione e ad una buona dose di flessibilità.

Ma soprattutto Catia e tutti gli insegnanti come lei trasmettono ai nostri figli cosa significhi fare il proprio lavoro con  passione… Andrea ringrazia e si scusa un pò per il caos che genera durante la lezione d’inglese!