Apprendere una lingua straniera è uno dei più efficaci esercizi per la mente. Lo leggo su un interessante articolo di Lei Web che riporta proprio i benefici offerti dall’apprendimento di una lingua straniera.

Il professor Eraldo Paulesu, ordinario di psicobiologia e psicologia fisiologica all’Università degli Studi di Milano Bicocca, spiega che imparare da piccoli è più semplice perché i bambini hanno ancora intatta l’abilità di giocare con le parole e il loro suono; inoltre nella loro memoria si sta ancora formando una banca dati di suoni e vocaboli che, con il passare degli anni, si cristallizzerà fino a rendere sempre più difficoltoso l’apprendimento di una lingua diversa da quella materna. 

Ma la cosa più interessante che leggo in questo articolo è che parlando una seconda lingua si attivano aree del cervello implicate nei processi di attenzione che non vengono stimolate quando si parla la lingua madre. In altre parole parlare un’altra lingua allena il cervello, costringendolo a fare esercizi diversi dal solito. Si perché, quando parliamo in un’altra lingua chiediamo al nostro cervello di scegliere i giusti vocaboli e di pronunciarli correttamente.

Notizie di questo tipo mi confermano quanto il cervello dei bambini dalla nascita fino a sette anni sia una vera e propria spugna, quanto la sua capacità di apprendimento e allenamento alla memoria, all’attenzione e alla logica sia straordinaria. Spesso diamo per scontato che un bambino debba necessariamente imparare a parlare, contare, cantare, memorizzare, rapportarsi con il mondo. E altrettanto spesso dimentichiamo di rispettare e di riconoscere il grande sforzo che compie ogni giorno.