L’evoluzione è nell’aria. Non soltanto quella relativa ai famosi e temutissimi Terrible twos che sono “per il bambino un’età cruciale, impegnato com’è ad affermare la propria personalità e a “sottomettere” alla propria volontà le persone e il mondo che lo circondano”, ma anche perché qui si impara a vista d’occhio.

Confesso che queste prime lezioni di inglese non sono state esaltanti: era troppo impegnato a  correre su e giù per la stanza, a contendersi un giochino o l’attenzione della teacher.

Inoltre in classe il mio nano non spiccica una parola in inglese, osserva quasi sornione ciò che fanno gli altri e per lo più prova a dare fastidio. Ma da qualche giorno ha iniziato a ripetere le parole in inglese a casa e a dire, in modo del tutto autonomo, “motorbike” quando indica la motocicletta, “truck” per il camion, “car” per la macchina. Non solo: dice “goodnight daddyquando è ora di andare a dormire, se gli dico una nuova parola in inglese lui la ripete contento e capisce molto più di quanto non riesca a ripetere.

Adora il primo cd della serie Helen Doron “English for Infant” e  mi chiede spesso di farlo partire perché indica con sicurezza nose, mouth, knees e toes mentre balla sfrenato e aspetta con ansia la canzoncina che fa così:

I’m driving….Brum Brum Brum”.

Grandi cambiamenti, eh sì!