Non è tutto scontato. Insegnare una lingua ai bambini piccolissimi, ma soprattutto riuscire a coinvolgerli nella lezione non è affatto scontato. Lo stiamo imparando sulla nostra pelle.

Nano ha iniziato la sua avventura con Helen Doron che aveva sedici mesi. Era un bimbo tranquillo, ballava in braccio a me, giocavamo insieme ed era piuttosto incuriosito dall’intera faccenda. E’ andato tutto bene e stava andando tutto bene fino a  qualche mese  fa. Nano è nel pieno dei terrible two’s, quella fase che va dai due ai tre anni, più o meno, nella quale i bambini dicono sempre no, vogliono fare sempre di testa loro, sono allergici alle regole e contestano qualsiasi cosa.

Fare lezione con nano è diventato davvero difficile. La classe al momento è così composta: un duenne tranquillo e pacato che segue piuttosto facilmente le attività, un duenne che non va al nido ed è nel pieno della scoperta delle proprie capacità e dell’interazione con i coetanei diventare ingestibile e nano, due anni e mezzo, scolarizzato, iperattivo, che ha scambiato l’ora di inglese per un’ora di libertà assoluta nella quale non esistono regole e può correre, arrabbiarsi con gli altri, dire no, partecipare o non partecipare alle attività.

Se nano e l’amichetto altrettanto vivace stanno insieme la situazione diventa esplosiva. Il terzo, poveretto, non riesce a far niente nemmeno lui. Abbiamo deciso di dividerli. L’ideale sarebbe stato dividere i due “monelli”, ma per problemi di orari quello più buono andrà in un altro corso e i due monelli rimarranno insieme. Noi mamme proveremo a gestire la situazione insieme all’insegnante. Tre adulte contro due duenni.

Ce la faremo?