Dopo una vacanza di pochi giorni in Francia, mio figlio, all’epoca 4 anni, entrò a casa e salutò la tata con un teatrale “Bonjour!”: la cosa mi colpì molto, dato che nessuno si era premurato del fatto che lui assorbisse la lingua del posto in cui eravamo, e che l’unica ad interloquire in francese era la sottoscritta.

Ormai fa parte della sensibilità comune la percezione secondo la quale i bambini imparano le lingue molto velocemente. Pochi sono invece coloro che conoscono i motivi per cui questo accade, la stragrande maggioranza pensa che si tratti semplicemente di una maggiore capacità di “imitazione”.

In realtà, il meccanismo che scatta nei bambini è un po’ differente dall’imitazione. Infatti gli scienziati che studiano i modi in cui il nostro cervello agisce hanno scoperto che un bambino, quando impara una lingua, utilizza un’area del cervello indicata come area del movimento, ossia l’area che presiede a tutti quei movimenti che compiamo senza pensarci. Acquisire una lingua in questo modo implica il fatto che la lingua diventi uno strumento che utilizziamo senza pensarci su.

Ancora secondo gli studi dei neurologi, i bambini fino a 7 anni utilizzano esclusivamente quest’area del cervello, per imparare, mentre dai 18 anni in poi la struttura cerebrale inizia ad apprendere in tutt’altro modo. E’ per questo stesso motivo che, se impariamo una lingua da adulti, tendiamo sempre a tradurre dalla nostra lingua d’origine. Se la impariamo da bambini, ci verrà automatico utilizzare quella lingua senza pensare alla nostra lingua madre.

E’ ancora per questo stesso motivo che è possibile (ed importante) imparare una seconda lingua fin da piccolissimi: diventerà un patrimonio stabile, di cui faremo uso senza neanche accorgercene.

Per approfondire l’argomento, leggete questo interessante articolo sul sito Helen Doron Early English

Foto: 4 Hour Workweek for Artists