Ogni centro Helen Doron credo faccia storia a sé poichè, essendo un franchising è gestito in modo autonomo e differente da persone diverse.
Da noi, a Reggio Emilia, il clima è molto positivo e, al contempo, sufficientemente intimo.
C’è sempre un po’ di tisana, qualche biscottino, una parola gentile a disposizione delle mamme e dei papà che attendono all’ingresso.
Essendo i gruppi di bambini gruppi piccoli, lo stesso vale per i genitori che li accompagnano e, all’interno di un gruppo di dimensioni ridotte, si sa, è più facile sentirsi a proprio agio.
E’ un clima sano, in cui si sta bene e dove si respira un’aria familiare: ci si confronta, ci si scambia competenze, saperi, domande, insomma, si sta bene.
I fratelli più piccoli, nonostante, almeno nel caso di Niccolò, disturbino un po’ la lezione, sono sempre i benvenuti. E questo, per una mamma che deve gestirseli entrambi non è male: nel mio caso, sapere di portare un bambino un po’ “amplificato” in un luogo in cui può essere quel che è senza costrizioni eccessive è sicuramente incoraggiante.
Il centro di Reggio Emilia, oltretutto, ha stretto anche interessanti sinergie di cura della maternità, attraverso corsi preparto, corsi di massaggio al neonato, sostegno all’allattamento, oltre che offrire un utilissimo servizio di baby sitting madrelingua.
Altro servizio utile che il centro offre ai reggiani è il summer camp, corso intensivo che si svolge, appunto, d’estate: l’idea di unire i classici campi estivi durante i quali i bambini giocano, all’apprendimento della lingua inglese è molto appetibile.
Non una semplice scuola di inglese, ma un luogo di ritrovo, certamente per i bambini, ma anche per le mamme, che spesso patiscono l’assenza di luoghi e tempi dedicati.