Non ho mai mandato i miei figli ai campi estivi.
Tutto l’anno entrano alla materna alle 7.30 (si alzano alle 6.30) ed escono alle 16.
Ho sempre cercato di organizzare le loro vacanze in modo da non dover prolungare le levatacce e la condivisione di gruppo oltre il termine della scuola.
Però quest’anno mi sono lasciata tentare da una settimana di Polly the Collie e devo dire che sono rimasta contentissima.
A Reggio Emilia i campi estivi inglesi, che sono poi una sorta di laboratorio creativo en plein air,  si sono svolti quest’anno in un ruspante agriturismo biologico.
Per cui succedeva che i bambini, per una cifra assolutamente modica rispetto al costo di altri campi estivi della città) passassero la mattinata ad accudire prima gli animali e poi a dilettarsi nell’art&craft cantando, sotto l’ombra di un albero.
Il tutto ascoltando e parlando per più di 5 ore solo l’inglese.
Il metodo è molto simile a quello utilizzato nei corsi di Helen Doron, ascolto ripetuto delle canzoni, giochi divertenti e rinforzo positivo dell’insegnante.  Le canzoni sono un ottimo modo per incoraggiare i bambini a sviluppare la loro emotività e la partecipazione a relazioni di gruppo.

Io, scettica dei corsi estivi, credo proprio che la prossima estate ce li manderò entrambi.