Chiacchierando con le mamme, mi stupisco sempre di quante (mamme) si preoccupino che i loro bimbi imparino l’inglese da piccoli: alle elementari, tantissime spediscono i bambini a lezione di inglese, nonostante (o forse proprio per quello!) si inizi a fare inglese alle elementari

Quello che più mi stupisce, però, è la modalità in cui scelgono di far imparare l’inglese ai loro bimbi: a lezione, in casa. Uno, due, tre bimbi con un’insegnante di inglese. Forse mi sbaglio, ma l’idea che mi sono fatta io è quella della classica lezione frontale, “E adesso bambini impariamo essere: I am, you are…” e via di questo passo. Tutti seduti al tavolo, a ripetere parole d’inglese.

Il problema però rimane: perché si impara una lingua, ma non si impara a parlarla. Soprattutto, non si impara che la lingua è il primo, più immediato e sostanziale mezzo di socializzazione. Quello che invece mi sembra essenziale con i bambini (ma anche con gli adulti) è avviare un apprendimento dinamico della lingua, cosicché una persona non abbia remore o non debba sforzarsi di mettersi a parlare in un’altra lingua, ma anzi sia naturale iniziare una conversazione con una persona straniera, così come appare naturale iniziarla con un italiano.

O, forse, ci sono sperimentazioni di lezioni alternative tra le mura domestiche, con balli, giochi e canzoncine anche a casa. Voi ne conoscete o ne avete fatto esperienza?