Martedì, giorno della lesson. Esco dall’ufficio di corsa, pensando a tutto il lavoro che rimane NON fatto sulla scrivania, e corro a prenderlo. In cortile, il pargolo incontra alcuni amici, si fermano a giocare e rincorrersi, finalmente, dopo tanti mesi di pioggia e freddo.

Alla fine, quando tutti sono costretti ad andare via perché la scuola chiude, finalmente riesco ad acchiapparlo: “Adesso andiamo, vuoi la merenda prima?” Ed è così che scateno una reazione violentissima: “Nooooooooo io non ci voglio andareeeeeeee!!!”.

Nella mia mente, la mole di lavoro abbandonata al NON fatto, il fatto che mi sia scapicollata per andarlo a prendere, e il suo categorico rifiuto ad andare alla lezione prevista viaggiano parallelamente.

Non posso accettare di aver fatto tutte queste corse, senza raggiungere un risultato, pagando profumatamente la baby-sitter che poteva venirlo a prendere, se lo scopo era tornarsene a casa a giocare.

E così, ho fatto una cosa che (credo) non si dovrebbe mai fare. Ho barattato la lezione: “Ok, senti topo, settimana prossima a inglese non ci puoi andare, e poi il corso finisce. Questa, quindi, è l’ultima lezione. Facciamo un baratto: se ci vai, ti regalo un personaggio Lego” (mio figlio impazzisce per i Lego, e soprattutto per quelli che noi chiamiamo “omini”, ossia i personaggi Lego delle grandi saghe cinematografiche come Star Wars, Indiana Jones o Batman).

“No, no e poi no!”

Caspita, è grave…. penso.

“Iniziamo ad andare a fare merenda?” propongo allora. Dopo i primi 200 ml di frappé al cioccolato, metabolizzati un po’ di zuccheri, mio figlio mi guarda severamente: “Va bene, mamma, accetto il baratto“.

Ecco, è fatta. Però, devo essere sincera: arrivare al baratto è stata comunque, per me, una mezza sconfitta. Ho messo in chiaro che è solo per questa volta. Peraltro poi a lezione si è divertito, come al solito, è uscito contento e sulla via di casa mi ha proposto un contro-baratto: “Mamma, ti propongo io un baratto: invece di comprarmi l’omino di Lego, mi fai giocare con la Wii fino all’ora di cena”. Alla fine, ho anche risparmiato! 😉

A voi è mai successo di arrivare a soluzioni così “estreme”? Come vi siete comportate, e cosa avete fatto?

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