Possibile che i neonati di pochi mesi già siano in grado di imparare le regole grammaticali di una lingua diversa da quella materna? Secondo la studiosa Angela Friederici, che ha condotto uno studio insieme ai ricercatori del Max Planck Institut, è assolutamente possibile.
Gli studiosi hanno iniziato a insegnare ad un gruppo di bambini tedeschi di 4 mesi di vita i primi rudimenti della lingua italiana. L’esercizio consisteva nell’ascolto, per tre minuti circa, di alcune frasi molto semplici in cui  comparivano due semplici costruzioni: ‘sta X-ando’ (ad esempio ‘il fratello sta cantando’), e ‘può X-are’ (‘la sorella può cantare’).

Dopo questa prima fase, i piccoli hanno ascoltato frasi corrette e scorrette e in queste ultime frasi le costruzioni erano mescolate (ad esempio: ‘la sorella può cantando’ oppure ‘il fratello sta cantare’).
Esaminando l’attività cerebrale dei bambini, è emerso che nelle prime frasi, quelle corrette, le attività erano minime mentre aumentavano in corrispondenza dell’ascolto delle frasi scorrette mescolate. Secondo i ricercatori ciò indica che i bambini, anche e piccolissimi, avevano già appreso che ‘sta’ va con ‘-ando’ e ‘può’ con ‘-are’.
I dati dimostrano che già a 4 mesi si è in grado di cogliere le relazioni di dipendenza tra elementi non adiacenti nelle frasi dopo una breve esposizione a una lingua naturale non materna, naturalmente, a questa età i bambini non notano gli errori di contenuto, ma molto prima di comprendere i significati sono in grado di riconoscere e generalizzare le regolarità in base al suono della lingua”, ha precisato la ricercatrice.